• La Redazione

Intervista a Marinella Corsini

Aggiornato il: 16 dic 2019


Terza intervista per il nostro blog, ormai viaggiamo come un treno!

La protagonista di oggi è Marinella Corsini, volontaria della Bottega del Mondo karibu di Gardone Val Trompia, un posto veramente speciale presso il quale anche alcuni di noi fanno i volontari

Ciao Marinella, che ne dici di presentarti direttamente tu...?

Certo ragazzi. mi chiamo Marinella Corsini, sono nata a Bovegno il 19 marzo, il giorno della festa del papà del 1957, ho 61 anni. Abito a Gardone Val Trompia da qualche anno; mi trovo bene, vivo in una bella zona nel centro storico. Prima, invece, vivevo a Lumezzane.

Ci piacerebbe parlare della Bottega del Mondo Karibu, perché si chiama in questo modo?

Si chiama così perché è la bottega di tutti. Al suo interno ci sono prodotti che vengono da vari progetti sparsi nel mondo, ed una filosofia di fondo secondo la quale non devono esserci frontiere, non devono esserci muri tra i paesi.

Quando nasce?

La Bottega del Mondo è stata aperta dalla Cooperativa Karibu. Infatti, il vero nome della Bottega è appunto Karibu. Quest’anno, la Cooperativa compie 25 anni di esistenza, inizialmente si occupava di persone provenienti da altre parti del mondo. Io sono arrivata più tardi, una decina di anni fa.

Da dove arrivano i prodotti venduti?

Arrivano da moltissimi paesi. Ogni oggetto ha le sue particolarità. Ad esempio, so che molti di voi conoscono dei piccoli oggetti creati con le lattine, graziosi giocattoli: quei prodotti arrivano da Madagascar; un altro progetto che mi piace molto è quello che riguarda alcune bellissime borse fatte in India. Dall’Italia provengono molti prodotti alimentari, ad esempio quelli di Libera, associazione che combatte contro le Mafie. Ci sono poi prodotti prodotti di Cooperative sociali, o altri che ad esempio vengono fatti in carcere ad opera di detenuti.

Di cosa ti occupa in prima persona alla bottega del mondo?

Sono una volontaria, come voi, e faccio circa un turno a settimana. Oltre alle normali mansioni, ho il compito di preparare gli ordini degli articoli da una centrale di importazione. Dovete sapere che noi non ci occupiamo direttamente del reperimento dei prodotti dai paesi: ci sono persone che si occupano di seguire le importazioni, cercando di costruire e porre basi solide per collaborazioni durature. Mi occupo poi dei libri che vendiamo. Ora che non lavoro più, passo più spesso dalla Bottega, cogliendo magari l’occasione per bere un caffè in compagnia e relazionarmi con le persone che la frequentano.

Ci racconti una storia particolare della Bottega?

Credo che la particolarità maggiore siano appunto le storie che stanno alle spalle degli oggetti che esponiamo. Prima vi parlavo del progetto dell’India: già in primavera scegliamo le borse che arriveranno in Bottega in autunno e in Inverno. Ognuna di queste borse porta il nome delle donne che le producono. Alcune volontarie italiane aiutano riguardo la parte stilistica, cercando di mediare tra il gusto indiano, di chi le fa, e quello italiano, dei nostri acquirenti. Sono molto affezionata anche al progetto legato al lavoro all’interno del carcere. È stato costruito un laboratorio all’interno del quale vengono coinvolte persone che hanno da scontare pene minori. È un modo per creare una prospettiva anche quando avranno scontato la loro pene e torneranno ad essere cittadini liberi.

I volontari della Bottega hanno la possibilità di visitare i paesi coinvolti nei vari progetti?

Io personalmente non sono mai andata, ho molta paura di volare. Mi hanno proposto in diverse occasioni di recarmi direttamente nei paesi d’origine, ma ho sempre declinato per la mia paura! Se qualsiasi volontario volesse, potrebbe certamente andare. Vado spesso a visitare le centrali di importazione dalle quali prendiamo gli oggetti. Un’altra ottima occasione è la Fiera del Mercato Equo, una bel modo per conoscere e legarsi a progetti nuovi. Se un progetto ci piace, ci colpisce, collaboriamo sempre molto volentieri.

Da quanto tempo fai la volontaria? come hai iniziato?

Faccio la volontaria da una decina d’anni. A dir la verità, non ricordo bene il motivo per cui ho iniziato, anche se probabilmente la prima scintilla è stata dettata da un bisogno di relazioni. Sono venuta ad abitare a Gardone e conoscevo poche persone. Ho cominciato a frequentare la Bottega come cliente, ma mi piaceva come ambiente e riguardava un ambito di mio interesse. C’è sempre bisogno di volontari! Ho iniziato pian piano e non me ne sono più andata. È un bel luogo, importante anche per le relazioni che si creano al suo interno, per sentirsi parte di una comunità, anche senza la necessità di comprare qualcosa. Ritengo infatti che la vostra presenza come volontari alla bottega del mondo il lunedì mattina sia molto importante, mettete un sacco di gioia a tutte le persone che passano!

Oltre al volontariato cosa fai nella vita?

Non lavoro più, sono in pensione da inizio anno. Da anni studio inglese con risultati, a mio parere, pessimi! mi piace molto la grammatica. Sono anche stata in Inghilterra a studiare. Della lingua inglese mi attira soprattutto per l’idea che se incontri qualcuno hai la possibilità di comunicare.

Chi è il tuo contante preferito?

Mi piacciono molto Francesco Guccini e Fabrizio De Andrè. Rimanendo su cantanti contemporanei, posso dire che fra un paio di settimane andrò ad un concerto di Jovanotti

C’è una canzone alla quale sei particolarmente legata??

Un po’ per il titolo, La canzone di Marinella…. un pezzo che riporta il mio nome

Hai tanto amici?

Sì, molti! se fai tante cose è inevitabile entrare in contatto con tante persone. Ho soprattutto amiche, tra gli uomini ho più conoscenze che amicizie.

Hai un film preferito?

Il film che ho visto più di tutti e Pretty Woman, un po’ fuori dalla mia personalità, ma l’ho visto tantissime volte

Quale è il tuo sogno?

Ne ho avuti tanti nelle varie fasi della vita. Ora come ora vorrei che mi passasse la paura di volare, avendo così l’opportunità di fare un bel viaggio in India.


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